Nell'anno 1374 la peste ricomparve in Toscana, come s'è detto (f. 322). Vi durò dal Maggio a tutto l'Ottobre, e di sessanta mila persone, che v'erano allora a Firenze, più di sette mila ve ne perirono. Quindi ebbe la città nove anni da ristorarsene; quando nel 1383 fu dalla peste nuovamente travagliata (f. 323). Vi ricominciò il contagio di primavera, duratovi tre mesi e mezzo, assai micidiale, fino ad uccidere da tre a quattrocento persone al giorno, come s'è detto a suo luogo. Per tale calamità sì gran numero di cittadini partironsi da Firenze, ricoverandosi nella Romagna, e particolarmente a Forlì, sì che pochi ve ne rimasero.

Nel 1400 la peste vi si riaccese (f. 325), e durò dall'Aprile all'Ottobre, infuriando particolarmente nel Luglio e nell'Agosto colla mortalità dalle 300 alle 400 persone al giorno.

Nel 1411 fu pure a Firenze straordinaria mortalità, non credendosi però, che vi fosse stata cagionata da vera peste. Pure i cittadini impauriti dalla passata calamità dell'altre pestilenze si rifugiarono la più parte a Pisa e a Pistoja. Dopo sei anni, cioè nel 1417 nel mese di Maggio ricominciò in Firenze la mortalità, la quale fu leggiera da principio, ma coll'ardore della stagione vi s'accrebbe per modo, che qualche giorno il numero de' morti giunse ai 150. E quantunque varie sien le opinioni degli autori, io tengo che quella sia stata vera pestilenza. Terminò in Gennajo 1418, e, riscontratone allora il numero della popolazione, si trovò mancare da 16 mila persone.

Un'altra moría in Firenze vi si registra dall'anno 1430 sino al 1437 e 38; ma questa sembra essere stata cagionata da altre malattie, e perciò non potersi ragionevolmente attribuire alla peste, che importa buboni per la persona appestata.

Essendo travagliata da peste parte di Europa e quasi tutta l'Italia nell'anno 1448 (f. 334) si manifestò pur anche in Firenze. La mortalità vi cominciò nel Giugno, e s'arrestò nel Gennajo del seguente anno 1450. Il numero de' morti nella città non fu molto grande, ma il fu bensì nel territorio.

Nel 1465 statavi grande mortalità a Roma, di là passò pure a Firenze, ma quivi non parve che fosse vera peste, o al men noi si sa rilevare di certo. Quando nel 1478 la maggior parte d'Italia era crudelmente vessata dalla pestilenza, Firenze oltre ad altre molte traversíe soffrì orrendo strazio (f. 339) per ragion di contagio, che cominciò in Agosto, e durò tutto quell'anno, fino al principio del successivo 1479.

Nel 1522 ripullulata la peste in Italia, Firenze ne venne assalita di nuovo fierissimamente per lo spazio di sei anni, cioè fino all'incominciamento del 1528 (f. 349 e segg.).

Nel 1527 il male fece le maggiori stragi, essendovi un dì giunto il numero dei morti a più di 500. Si contò che in tutto quello spazio di tempo nella sola Firenze sieno mancate a' vivi più di 60 mila persone, altrettante nel contado, e più di 200 mila in tutto il territorio della Repubblica Fiorentina (f. 353). Dopo questa peste fino alla sopraddescritta del 1630 Firenze godette di buono intervallo per 103 anni (Rondinelli l. c.).

[25]. Per l'autorità d'antiche tradizioni sappiamo esservi stata circa questo tempo fierissima peste anco nella città di Zara, e avervi fatte di orrende stragi. Quindi si raccoglie che gli appestati si trasportavano in sullo scoglio Orgliach a poco più di due miglia dalla città, il quale apparteneva alla famiglia dei Calogerà, ed ora a quella dei Giurich. Cotal tradizione è corredata da una lapide nell'antica chiesa di s. Grisogono presso l'altar maggiore, e vi si legge:

D. O. M.