5.º L'espressione di ebetudine della faccia, ed un certo atteggiamento particolare, che si può conoscere, ma non si può definire; (facies pestilentialis).
6.º La lingua coperta di pania biancastra; di un colore che si avvicina alla madreperla, così come fu descritta di sopra.
7.º l'abbattimento e prostrazion delle forze; il traballamento nel camminare, ossia quella marcia ch'è propria dell'ubbriachezza; la frequenza e piccolezza del polso, sono tra i sintomi più costanti, e che alcuni dotti medici indicano altresì come caratteristici e indubitabili della peste.
8.º Finalmente allorchè ai segni sopra indicati, sia che sieno simultanei, sia che sieno parziali, vi si unisce il delirio bene pronunciato, convien ravvisarlo come un altro segno positivo e indubitabile della peste. Allorchè questo delirio è accompagnato da una specie di febbre ardentissima, con sudori molto abbondanti, ne avviene quasi sempre tale debolezza e sfinimento di forze, che la vita viene prestamente estinta.
Giova però, che avvertano quei Medici, Chirurghi, ed altri, che per l'istituto loro sono d'ordinario chiamati i primi a dar giudizio sopra le malattie dubbie o sospette di contagio;
Che la sortita dei buboni, degli antraci, delle petecchie, non ha un tempo determinato;
Che nei primi attaccati dalla peste in un paese, di raro si osservano buboni o carboni, e spesso manca fino la flessibilità del cadavere;
Che la peste anche di un'indole la più maligna e grave, può esistere senza che vi sia alcuno dei detti segni esterni, o eruzioni caratteristiche della peste; senza ch'essa caccia niente al di fuori; e ch'è un grossolano errore quello di concludere, non ha buboni, non ha carboni, non ha petecchie, dunque non ha la peste. — La maggior parte degli errori più fatali all'umanità nell'argomento peste sono nati dall'ignoranza di questo fatto pratico, dalla trascuranza di siffatta avvertenza;
Che alcuni muojono senza verun sintomo sensibile, quasi colpiti dal fulmine; altri non lagnandosi se non che di debolezza e di abbattimento, di dolori o gravezza di testa;
Che in molti manca anche la prostrazion delle forze, di maniera che, attaccati essendo dalla peste, continuano ad attendere ai proprj affari;