Salati: come l'acqua di mare, la soda, la potassa, e hanno proprietà detersive, purgative.
Stitici o acerbi: come le cotogne, le sorbe, le nespole verdi, ed hanno proprietà astringenti.
Piccanti, aromatici: come il pepe rosso, ì chiodi di garofano, la cannella, e hanno proprietà toniche, fortemente eccitanti.
Acri-mordenti: come l'aglio, le cipolline, ed hanno proprietà riscaldanti.
È da notarsi che l'odorato previene il gusto nella ricerca delle sostanze alimentari, perchè le sostanze composte racchiudono in loro stesse un profumo: come le fragole, le mele, i lamponi, ecc., quindi agiscono doppiamente sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce al primo per raddoppiare i piaceri. Il senso del gusto infatti è fonte di svariatissimi godimenti più o meno vivi e squisiti a seconda dell'età, della salute, della delicatezza, del temperamento e della condizione sociale dell'individuo. Per esempio i fanciulli e le donne in generale amano le cose dolci e per contrasto le acide o acerbe. Quando si è giovani, siccome l'appetito si fa sentire, così si amano tutti i sapori tranne quelli a tutti antipatici.
Avanzando sempre più in età i gusti si cambiano, il palato diventa più ottuso, e si cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e piccanti, e ciò per eccitare l'appetito e rendere la digestione più facile. Alcune volte sono dunque necessarie, ma più spesso alterano l'organismo, e sono più di danno che di vantaggio alla salute. È un passatempo abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso pranzo di famiglia di osservare sulle fisionomie di diversi le varie impressioni provocate dagli organi del gusto e dell'odorato.
Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi da un amico all'uscire da un lauto e copioso banchetto. Eccolo:
Esistono i due proverbi: vivere per mangiare e mangiare per vivere. Proverbi entrambi da evitarsi. Ecco perchè presi la via di mezzo. Io mangio principalmente per vivere, ma in certo qual modo vivo anche per mangiare. Se gusto, se assaporo una vivanda gli è perchè io sono un essere superiore al bruto che inghiottisce gli alimenti per puro istinto; si è perchè io sono un uomo intelligente che voglio servirmi di tutti i sensi che l'Ente Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio fare onore al Lucullo che mi ha invitato alla sua mensa e al cuoco che ha preparato le succose vivande. Non è forse vero quanto vi ho detto? Vi scorgete l'ombra di una biasimevole leccornia? Del resto, signori miei, leccardi non possono essere tutti, perchè per aguzzare il senso del gusto occorre uno studio speciale che io feci con cura amorosa.
In primo luogo dovetti attenermi ad un severo regime per sviluppare questo senso, regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero, e giunsi ad un discreto risultato dopo un corso di fisiologia degli organi e dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni? Eccolo.