Poi, dopo essersi sdrajato in tutta la sua longitudine nella poltrona, cortesemente additatagli da Giuliano:
— Indovini di che si tratta! Gliela do in mille.
E stette sorridente col capo appoggiato allo schienale, in attesa che il suo Edipo sciogliesse l’enimma.
— Metterei inutilmente il cervello alla tortura, perchè davvero non riesco ad imaginare neppur lontanamente di che cosa possa trattarsi, rispose alquanto allarmato Giuliano, il cui volto esprimeva maggiore inquietudine che curiosità. Dica, signor sottoprefetto, dica senza tanti preamboli. Buona o cattiva, la notizia, preferisco saperla subito.
— Mi permetta prima una domanda.
Giuliano approssimò la sedia al sibillino funzionario, aderendo col gesto.
— Non ha ella mai pensato a portarsi candidato alla deputazione?
— Mai! D’altronde ho compiuti i trent’anni da tre mesi appena... Se mai, il tempo ce l’ho davanti a me.
— Ah, li ha compiuti! Meno male! Ella mi leva una spina dal cuore. Temevo fosse ineleggibile per l’età. Dopo nuova, lunga pausa il sottoprefetto riprese di scatto:
— Se le offrissi la candidatura di Miralto, garantendole con novanta probabilità su cento la riuscita, l’accetterebbe?