— Sì! sì, lo vedo.
— È un medico distintissimo che, per sua sciagura, si è dato alla freniatrìa. Dico sciagura, perchè nulla di più contagioso della follìa. Fino a jeri fu radicale appassionato e, credo, anche convinto; ma il di lui collegio, già repubblicano, ha fatto una rapida evoluzione socialista. La lotta di classe, il vangelo; quindi, ostracismo alla politica, specialmente a quella parlamentare. Il deputato, necessariamente si è fatto socialista, classificandosi lottatore anch’esso. Vota contro i ministeri, non che gli importi se al Governo siavi il duca d’Ermina di Destra, piuttosto che il Bellitti, attuale presidente del Consiglio di... di... e chi sa di qual partito sia il nuovo padre eterno ministeriale? o il Dentarelli che lo appoggia, aspettandone la successione, Tartufo raffinato, il quale ha già preparato la bara dell’alleato; o il grande altitonante Sicirri, che detronizzato nicchia ringhiando come un can mastino alla catena, o in fine il diavolo! Il lottatore di classe vota contro, perchè il suo è il programma delle palle nere.
«Ebbene, questo filantropo socialista, in una delle ultime tornate della legislatura tanto inonoratamente testè sepolta, si scatenò contro gli amici antichi dell’Estrema, chiedenti lo sgravio dei contributi, che rovinano la proprietà fondiaria: «Imposte! Non bastano! Ne vogliamo altre delle imposte... Le imposte sui ricchi, le imposte sul lusso, le imposte sulle fortune, sui patrimoni scandalosamente improvvisati, sugli affari loschi, rovina dello Stato e della nazione!»
«L’ingenuo non pensava che le imposte dei ricchi sono i poveri che le pagano. Non pensava che l’abolizione del lusso rappresenta la fame degli operaî che ci vivono... Colpite la produzione, ed avrete rovinato gli opificî, come l’imposta sulla proprietà fondiaria ha rovinata l’industria agricola... Sempre i cenci che vanno alla cartiera! Lotta di classe davvero; ma contro quella che si vorrebbe difendere!
Il deputato Lastri, ravvisatosi, tirò l’orologio dal taschino, esclamando meravigliato:
— Già le cinque! Sicuri, ti lascio. Se mi vorrai cicerone fra queste rovine nuove, nessun archeologo ti potrà meglio servire, neppure il professore Bernabei fra gli avanzi etruschi. Rovine di uomini, di nomi cari, di coscienze, qualche volta di patrimonî, compenso alle rapide fortune ed ai patrimonî rifatti nella gran rovina del paese.
«A proposito, vai stasera dalla contessa Marcellin?
— Necessariamente: l’invito è tanto gentile, che sarebbe sconvenienza il non andarvi.
— Verrò ancor io, chè anch’io sono fra i pochi ammessi all’onore dei mercoledì e dei venerdì.