Un prete, un senatore, un capodivisione al ministero delle finanze ed un alto funzionario vaticanesco, presentato col titolo di commendatore, come il capodivisione; l’uno di Gregorio Magno, l’altro della Corona d’Italia, non monta, commendatori entrambi e buoni amici.
— La conciliazione in pieno, pensò Giuliano, rendendo gl’inchini e scambiando strette di mano.
La partita finita, le conversazioni si intrecciarono; Giuliano, trattenuto dalla marchesa Giulia in un a parte, fu tratto a narrare della sua felicità domestica, della rimpianta Miralto, dei progetti di richiamo della famiglia in Roma. La giovane marchesa s’interessava molto, troppo, a quelle confidenze da essa abilmente provocate.
— Il piccino quanti anni ha?
— Tre appena...
— Dunque, siamo ancora nella luna di miele!
— Presso a poco! La prima nube è apparsa per la mia elezione. La contessa non voleva saperne.
— Oh! e perchè?
— Si è messa in mente che a Roma l’avrei amata meno... Fisime di fanciulla!
La marchesa Giulia sorrise stranamente.