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Era mattino già alto, quando Giuliano fu svegliato dal bussare insistente all’uscio della sua camera da letto.
— Che diavolo c’è? chiese indispettito al cameriere.
— Perdoni, signor conte, non l’avrei disturbato se il suo cocchiere non avesse insistito perchè lo svegliassi, dovendo farle una comunicazione urgentissima.
— Urgentissima? Fatelo passare.
Il cocchiere entrò timidamente; vecchio soldato, si mise in sull’attenti, aspettando di essere interrogato.
— Che è avvenuto?
Non rispose, fece segno alla presenza del cameriere, e colla mimica degli occhî fece comprendere che non avrebbe parlato davanti al testimonio.
— Portatemi una tazza di caffè, ordinò Giuliano, ponendosi a sedere sul letto.
— Signor conte, stamattina nel rassettare il legno ho trovato questo oggetto, certamente perduto jersera dalla signora che ella ha accompagnato a via di Ripetta... Deve essere di gran valore, perciò mi sono permesso di farla svegliare... Mi bruciava le mani. Non avrei voluto essere sospettato.