Sì dicendo, porse a Giuliano un oggetto accuratamente avvolto in un numero dello Svegliarino.

Giuliano, svolto il giornale, vide uno splendido braccialetto, di gran prezzo realmente.

— Brav’uomo, e l’avete ritrovato?

— Nel coupè, signor conte, sul soppedaneo. È fortuna che la signora uscendo non l’abbia fatto cadere a terra colle vesti a strascico... Sarebbe stato perduto.

— Antonio, cercate là, su quel tavolino, vicino alla finestra... Vedete? Vi è un portafogli... datemelo.

Giuliano, tratto un biglietto, lo diede al cocchiere.

— Oh, signore, per me? È troppo... Non ho fatto che il mio dovere.

— Via, grullo! È poco, troppo poco... Tieni, ed aspetta gli ordini... Avrò forse bisogno della carrozza più presto del solito... Che tempo fa?

— Bellissima giornata di sole; ma la tramontana soffia gelata.

Il cameriere rientrava col caffè. Antonio, raggiante di gioja si ritirava mormorando: