C’era... ce l’hanno trovata, bisognava pure usufruirla! Meglio il suo, del destino delle campane consorelle, fuse, durante il primo impero napoleonico, per esser mutate in cannoni.

La campana di Montecitorio annunzia nuovi sagrifici al paese, nuove imposte, ritornello dei discorsi della Corona. È già un bel divario dalla sua prima destinazione; ma, non ammazza nessuno. La campana suonava alla distesa, il cannone tuonava dalla Mole Adriana, posta ai piedi del Vaticano.

L’arcangelo armato aveva ancora una volta incensi di polvere da cannone; ma eran detonazioni pacifiche, che non impaurivano neppure i colombi ed i gufi, appollajati nella millennaria fortezza.

Giuliano, spogliato il soprabito, si affrettò a prender posto nell’aula, che presentava spettacolo veramente imponente. Nessuna sala di teatro offerse mai colpo d’occhio più sorprendente. Fra le macchie nere delle giubbe dei senatori e deputati, pigiati nei banchi, ingombranti l’emiciclo; fra il nero delle giubbe degl’invitati, lo smagliare giulivo degli abbigliamenti femminili, il luccicare delle uniformi.

Le tribune riboccanti e variegate come immensa corona di fiori, gli sfarzosi addobbi, la sontuosità del trono dai gradini coperti di ricchi tappeti, gli scanni dorati dei principi; la risurrezione, meglio, l’esumazione dei riti del fasto monarchico antico, in tutta la loro pompa superba.

Anacronismo curioso, spettacolo di altri tempi, come di altri tempi il modello delle uniformi diplomatiche, le livree degli uscieri.

Gli ultimi dinastici convinti gioivano, come i fedeli alle funzioni pontificali in San Pietro.

E il cannone tuonava, squillava insistente la campana di Montecitorio... Appunto come già per la benedizione pontificale, che veniva impartita ogni anno alla città ed all’orbe dal defunto Pio IX.

Frattanto le berline reali scendevano lentamente dal Monte Quirino, per le vie assiepate di soldati, di popolo... I balconi gremiti, le bandiere al vento.

Gioite, o popoli! Abbiamo una Camera, e fra poco il sovrano vi annunzierà la pace universale e la necessità di altri tributi per mantenerla.