In quel momento uno staffiere annunziò che la carrozza di Sua Eccellenza era di ritorno dal Senato, ove il principe si era recato, dopo il giuramento, per presentarsi a’ suoi nuovi colleghi.
La principessa nel salire in carrozza inciampò; per poco non cadeva. Si volse sorridente a Giuliano:
— Vede, onorevole, che qualche cosa c’è?
E Lastri a soggiungere:
— Per carità, principessa, non dimentichi uno solo degli scongiuri d’obbligo.
— Non tema! rispose ridendo la principessa, coll’indice ed il mignolo della destra inguantata rivolti al cielo, mentre i due magnifici baî partivano scalpitando.
Lastri e Giuliano s’avviarono verso il vicino caffè.
— È possibile? sclamò Giuliano.
— Possibile o no, la è così, caro mio. Tutti fanno lo spirito forte; pure, un zinzino ci credono tutti... Esclusi pochi di voi altri, settentrionali, miscredenti, che sfidate il cielo e l’inferno... Anche tu, come tanti altri conterranei tuoi, finirai per convertirti.
Era il tocco.