— Ruggeri avrà perduto la pazienza, pensò Giuliano; se ne sarà andato.
Lo calunniava! Ettore, solo ad un tavolino, un bicchiere d’assenzio davanti, era tutto intento alla lettura del Grapich.
— Scusa del ritardo, Ettore.
— Oh che! Stavo leggendo un articolo interessantissimo sulla mia seconda patria, la Patagonia... Ne ho la nostalgia.
— Non è una ragione per non far colazione, soggiunse Lastri. Spero si mangerà anche in Patagonia...
— Quando si può, disse Ettore, stendendogli la mano affettuosamente.
Quei due uomini, quei due originali, si conoscevano da anni e si amavano.
— La rara avis, soggiunse Lastri indicando Ruggeri. Un deputato dimissionario per sua precisa volontà. Un ex, incredibile a dirsi, refrattario a tutti i tentativi di ricandidatura. Ruggeri fra gli ex è una eccezione curiosissima. Un giorno o l’altro la scriverò la fisiologia dell’ex deputato stabilito alla Camera... Qualche cosa di pietoso fino allo strazio. Il supplizio di Tantalo; quello di un beone al regime dell’acqua, posto a guardia d’una fontana di Chianti rosso.
«Il Senato ne accoglie molte di quelle povere anime in pena, e da questo punto di vista la Camera vitalizia è il più umanitario fra gli ospizî. Ma il Senato non è la Camera! Se non Sant’Elena, è, per lo meno, l’isola d’Elba. Pur sempre una terra di relegazione.
«Il fumo della sovranità senza lo scettro, senza il dominio, senza le emozioni delle battaglie, senza i lauri della vittoria, senza il diritto alle prede di guerra. A dirla prosaicamente, il fumo senza l’arrosto. Può essere tanto proficua, per chi vuole e sa, la nostra rovinosissima condizione di deputati!