Lastri paragonava i ministeri ai limoni:

— Le maggioranze li spremono; quando, esausti, non danno più, si gettano. Ed il quarto d’ora dell’esaurimento viene sempre, mentre i deputati non cessano mai di chiedere... limonata, per sè o per i loro elettori.

«Ministero nuovo, anche composto di limoni vecchî, libro nuovo. Il dare e l’avere passa alla finca profitti e perdite, e si ricomincia da capo.

«Lo stesso Depretis, soggiungeva Lastri, a chi gli aveva fatto osservare la di lui stabilità al potere, lo stesso compianto Depretis, come un Richelieu od un Mazzarino, ministro a vita, lo sapeva tanto, che, per rimanere, offriva spontaneamente alla Camera assetata l’olocausto de’ suoi colleghi. Le crisi parziali con lui erano periodiche come le stagioni. Se il presidente del Consiglio era sempre il medesimo, la maggioranza veniva spostata; chiamando al potere de’ capigruppo dell’opposizione, le nuove reclute erano più ferventi, le influenze nuove portavano elementi nuovi in sostegno al Governo, che formulava nuovi programmi.

«Depretis preveniva l’inesorabile opera demolitrice del tempo con riparazioni e riattazioni anticipate.

«Un ringiovanimento continuo del decrepito edificio.

«Aveva applicato al Governo le norme prudenti del genio civile per i grandi manufatti.

«Il trasformismo è il più grande portato della scienza parlamentare.

«Ma il trasformismo ci ha resi ciò che siamo... E noi abbiamo reso, ormai, il parlamentarismo impossibile.

***