D’altronde, a che cercare le cause, o mendicare circostanze attenuanti?
Era destino! Quanti avvenimenti ci sono serbati, dei quali invano si cercherebbero le ragioni?
Fatalità o combinazioni del caso!
Due esseri, ignoti l’uno a l’altro, partono da punti estremi, dal caso o dalla fatalità guidati per lunghe peregrinazioni; tutte le circostanze cospirano per avvicinarli; una combinazione fortuita, impreveduta, imprevedibile, li mette di fronte; si riconoscono, come Erodiade e Haasvero. Ma lo stretto di Behring non li separa, e più fortunati o più sventurati del leggendario Ebreo errante e della figlia di Erode dalle mani insanguinate, procedono insieme pel sentiero della felicità o per la strada maestra della disperazione.
Stendhal, che volle classificare le diverse manifestazioni della passione così detta amore, quantunque la parola sia spesso impropriamente adoperata, sentimento troppo spesso ferocemente felino; Stendhal, il quale, come un collezionista ornitologo i suoi soggetti impagliati nella bacheca, specificò e classificò l’amore in rubriche diverse, ammette il coup de foudre. L’amore improvviso e ingiustificato, ingiustificabile; lo ammette anche nei temperamenti meno accessibili alle passioni. Stendhal impaglierebbe la vezzosa marchesa, grazioso colibrì, per riporla nella scansìa dei fulminati.
Fatalità o caso! Per rispetto ai credenti non parlo di Provvidenza, perchè non posso ammettere che essa deroghi fino a rendere certi servigi, e farsi complice di adulterî, condannati da tutte le leggi umane e divine.
Fatalità o caso! La ragione, se esiste, è impotente a dominare l’amore. Delirio della febbre, non sente ragione; gli ostacoli lo fanno avvampare più vivace. Nella felicità incontrastata soltanto si consuma... tutto a danno degli amori legittimi, della morale.
Giuliano, scrivendo la lettera che ho ricopiata, si era appigliato imprudentemente ad un mezzo che sarebbe stato eccellente per conseguire sulla marchesa l’effetto opposto del desiderato.
Giulia, che con tanta impazienza aveva lacerata la busta della lettera di Giuliano, non la lesse immediatamente. Ristette, quasi avesse voluto assaporare lentamente, con delizia maggiore, il buongiorno dell’amico lontano.
Voleva essere sola, senza l’importuna testimonianza della cameriera, che si affaccendava nei preparativi della toletta mattinale della signora.