«Addio, Giulia, il tuo perdono, non osando invocare il tuo oblio!»

— Vile! Non una parola di rimpianto! E, per di più, il quadro della sua felicità colla «santa, l’amore di tutta la sua giovinezza... la compagna di tutta la vita...» Vile! Il perdono no! L’oblio forse, se mi sarà possibile... Ma prima la vendetta! sclamò alzando i pugni in atto di minaccia.

Terribile, in quel momento, e bellissima, avvolta nella capigliatura bruna, contrasto alle nudità marmoree, nell’atteggiamento della Maddalena di Guido; una Maddalena non pentita, non rassegnata; Nemesi imprecante il destino, il suo Dio!

Scattò ritta e, afferrato il campanello lo scotè violentemente. Accorse la cameriera.

— Dio mio, signora, che è avvenuto?

— Vestimi in fretta, devo uscire. Presto! Ma spicciati dunque!... Che fai?

— O signora, che è mai successo?

— No! no! non perdono!

E si coricò sulla poltrona, scoppiando nuovamente in lacrime, mentre Francesca tentava indossarle un accappatojo.

— Povera signora! Così nuda, prenderà un malanno... Non pianga, marchesa.