Il domestico annunziò pronta la colazione, i due conjugi passarono nella sala da pranzo e si assisero al desco meditabondi. Dopo un istante la sottoprefettessa ruppe il silenzio.

— E se non accetta?

— È a ciò che pensavo anch’io.

— Subito un altro candidato! Bisogna trovarlo.

— È presto detto! Di candidati pronti ce n’è a carra. I candidati possibili sono rari come le mosche bianche. Un candidato ricco, per di più, perchè il Governo non può o non vuole spendere. E poi, lo sai, a Miralto, escluso il radicale, non può riuscire che un nemico del Governo: a noi occorre un legalitario. Il conte Sicuri colla sua indole mite, le costanti incertezze è un legalitario nato... Gentiluomo, non sarebbe ingrato verso di me se ottenessi di farlo eleggere. Il candidato ideale.

— Ora lo dici. Tu non ci avresti pensato, dovevo trovartelo io.

Il sottoprefetto chinò il capo sul piatto, non osando contraddire la consorte, messa di malumore dalla incertezza.

***

In quella stessa ora Giuliano mentiva, la prima volta, alla sua Adele.

Per appagarne la curiosità sulla visita mattutina del sottoprefetto, le disse trattarsi di una serata di beneficenza organizzata dalla moglie di lui...