Giuliano non seppe nascondere la contrarietà provata a quell’esordio.

— La seduta è aperta, devo recarmi nell’aula... Sarà per più tardi. Stasera, dopo la seduta, disse quasi invocando.

— Nell’aula non ci hai nulla da fare, soggiunse severamente Ruggeri. Si discute il bilancio dell’istruzione... Le interpellanze verranno in fine di seduta. Avrai tutto il tempo di votare per il tuo Governo, se voto vi sarà.

— Sia... Dimmi almeno di che cosa si tratta. Hai un’aria tanto solenne, che mi impensierisci...

E volle ridere, ma fingere non sapeva; levatosi la maschera, con voce tremante soggiunse:

— Lettere da Miralto?

— Non ancora, per fortuna... Tentiamo di prevenirle... se pure siamo in tempo.

Giuliano impallidì.

— Colla tua solennità mi spaventi; sarebbe avvenuta qualche disgrazia?

— No, tranquillizzati... Ma non rimaniamo qui. Nella sala là in fondo, a sinistra, saremo soli ed in piena libertà.