Chè, fra di loro, non interponevasi soltanto una rivale; ancora la testina bionda di un bambino, che Giulia avrebbe voluto odiare quanto la di lui madre, ed invece sentiva di amare, quasi a compenso della parte di amore paterno che gli rapiva.

Quando si era data, Giulia, come l’Edea di Byron al giovane naufrago Don Giovanni, sulla spiaggia deserta, ove la tempesta ed il destino l’avevano gettato, non aveva chiesto ricambio di promesse, di giuramenti, non aveva pensato al passato ed all’avvenire. Come abbiamo detto altrove, Giuliano era giunto nel momento fatale, e Giulia si era abbandonata nella incoscienza di un fiore che si lascia cogliere, senza lotta, senza protesta, senza considerazioni, senza preoccupazioni per sè, per lui, per altri. Non sapeva se l’amava, se sarebbe stata riamata... D’amarlo veramente, con tutta la passione dell’anima ardente, non lo seppe che il giorno in cui Giuliano le aveva scritta la lettera d’addio.

Da quel dì comprese tutta l’enormità del suo fallo, si sentì avvinta per la vita a Giuliano, che non poteva, non doveva essere suo.

Da quel giorno provò tutte le torture della gelosia, i terrori del dubbio, i rimorsi della colpa.

Riconquistato l’amante, strappato alla famiglia, se non colla violenza, col fascino dell’ardente bellezza, colla onnipotenza irresistibile dello sguardo innamorato, colle ineffabili voluttà del bacio dall’effluvio inebbriante, era ritornata vittoriosa da Miralto; ma in cuor suo portava la gelosia ed il rimorso.

Aveva voluto vederla, la famiglia di Giuliano. In agguato, dietro le persiane dell’appartamento dell’albergo, li aveva veduti passare nella via, madre e figlio. Era una domenica; si recavano alla messa.

La bellezza odiata della contessa Adele le suscitò in cuore come un senso di pietosa simpatia; alla vista del bimbo, pianse di tenerezza. Eppure, la guerra era a morte contro quegli esseri pii ed innocenti.

L’ufficio divino terminato, ritornarono. Il bimbo che sorrideva a tutto, al cielo come alla terra, sorrise anche alle persiane chiuse, dietro le quali stava appiattata Giulia...

Un pensiero odioso le balenò alla mente:

— Se la madre morisse, come l’amerei quel bambino!