— A Roma non vi è nulla di impossibile, caro Boemi. Il duca di Piombo, cascato in mano del banchiere Michelini, trovò modo di perdere sei milioni oro sonante in un giorno solo, e lo zampino di Ferretti c’era... Ove non c’è lo zampino di Ferretti? Perfino nei falsi perpetrati per frodare la finanza... Così dice la Storia sorprendente. Così è. E il mio protetto, mezzo rovinato... se si farà la nuova inchiesta parlamentare alle banche, arrischierà di vedersi accusato di corruzione. Così va il mondo.
— È il caso del collega Capolini che è nella lista degli indiziati, avendo accordato per più di trecentomila lire di avalli ai suoi grandi elettori, i quali in omaggio al suffragio universale non trovarono di meglio del mangiarsi vivo il loro eletto, disse un deputato meridionale.
— Il cannibalismo applicato al sistema rappresentativo, riprese Lastri.
«Fatto è che la Camera rappresenta davvero l’intiera società; tutte le gradazioni di intelligenza, di abilità, di furberia, di ingenuità, di ipocrisia, di sincerità, di coraggio di viltà, di avvedutezza, di prudenza, di galantomismo e di marioleria. Sfruttatori o sfruttati anche qui; lupi ed agnelli, come nel Parlamento degli Animali parlanti del Casti. Ma fuori di qui l’atmosfera è ampia ed aerata; noi, invece, in un ambiente ristretto e viziato da pochi, siamo tutti affetti di febbre miasmatica. Malaria! E nei fremiti degli accessi febbrili non abbiamo più la nozione del bene e del male.
«In politica, come nel resto.
«Negli accessi malarici, continuava Lastri, anche i migliori scambiano la Camera per il paese, le istituzioni per la patria, confondono gli uomini coi principî...
«L’opportunismo solo programma politico, i capi partito sola bandiera, il Governo sola meta; tutto, compresa la coscienza, subordinato alla rielezione, tramite necessario alla potenza, alla fortuna, agli onori vagheggiati.
«I più modesti, fra i quali mi imbranco, senza aspirare precisamente ai portafogli, spenti gli ideali che rendevano bella e gloriosa la loro opera di legislatori, rimangono, vogliono rimanere per vanità.
«L’idea di dover rinunziare alla deputazione ci fa allibire... Ritornare spontaneamente semplici cittadini è da pochi; i Silla sono rari come le mosche bianche... E poi, è proprio certo che Silla abbia abdicato per volontà propria?
«La malattia di cui morì mi fa supporre che avesse troppi fastidî in famiglia, per trovar tempo e modo di occuparsi degli affari di Stato.