Le notti romane sono brevi nel tepente mese di giugno. Quattro ore dopo, i primi bagliori illuminavano la camera da letto di Giuliano, contrastando sinistramente colle fiamme rossiccie delle candele quasi intieramente consunte. L’alba radiosa è conforto ai disgraziati afflitti d’insonnia; l’alba confortatrice per tutti, per lui, come per il condannato a morte, sorgerà annunziatrice del supplizio.
Le finestre dell’appartamento di Giuliano prospettavano sulla Piazza Termini, la vista spaziava fino alla stazione. Panorama variato e ridente in un mattino estivo.
Il giardino pubblico, tutto fiori e profumi, contrasto alle nere rovine delle terme di Diocleziano, i viali verdeggianti, gli chalets, caffè rumorosi la notte, ma in quell’ora mattutina silenziosi come tombe; il biancheggiare delle costruzioni moderne, l’azzurro del cielo, la perenne colonna d’acqua della fontana di Termini, soffiante come getto della respirazione affannosa di enorme cetaceo, il pulvischio acqueo iridescente ai primi saluti luminosi del sole presentavano una scena forse un po’ teatrale per le inverisimiglianze edilizie, sì frequenti in questa strana Roma tutta anacronismi architettonici e contrasti fra il vecchio e il nuovo, fra il grandioso ed il meschino, fra il sontuoso ed il lurido; una scena teatrale, ma superba.
Giuliano, arso dalla febbre, si affacciò per respirare la fredda brezza confortatrice...
Uno strillone passava gridando alle vie deserte ed alle case addormentate l’Ordine e lo Svegliarino e annunziava le notizie. «L’assassinio di questa notte al ponte di Ripetta. — Le coltellate di via dei Serpenti. — L’orribile fatto a Prati di Castello. — L’interpellanza Colanni, nomi e cognomi dei deputati compromessi nelle ladrerie dell’Istituto Romano.»
— Nomi e cognomi! Vi sarà anche il mio!
Si ritrasse come se avesse temuto di essere riconosciuto dallo strillone, che andava distribuendo numeri dello Svegliarino ai cocchieri assonnati, di stazione sulla piazza.
— A chi rivolgersi? pensava Giuliano disperandosi, per far fronte alle scadenze d’oggi?
Egli, all’infuori di Ruggeri e di Lastri, non aveva amici. Se, almeno, avesse potuto vedere la sera innanzi il commendatore Cerasi! Gli avrebbe dato consiglio... Nè Ruggeri nè Lastri sono ricchi... Poi Ettore è a Miralto...
— Scriverò al direttore dell’Istituto di sospendere gli atti per pochi giorni... Ma se l’inchiesta sarà votata, a che gioverà? Non vi è che Ferretti il quale mi possa salvare... Ferretti! Si parla di un imminente mandato di cattura contro di lui... Avere nuovi rapporti con quel miserabile, causa di ogni mia sciagura?... D’altronde, rapporti ne devo avere per forza... La liquidazione di domani!... Almeno, come si annunziava jeri, fosse favorevole!... Troncherei ogni operazione... i corsi... vediamo i corsi della chiusura di Parigi...