Giuliano, trepidante, ne scorse le rubriche, i titoli degli articoli... L’interpellanza era la minuta del giorno, articoli, commenti, notizie... Ma i nomi dei deputati non vi erano. Respirò, alquanto sollevato; l’ora della gogna allontanata, sperava... Il listino di Borsa segnava nuovi rialzi, forse una nuova ironia del destino, una nuova illusione; la speranza gli sorrise, ma di un ben pallido sorriso; volle illudersi.... Se Ruggeri arrivasse!
Si affacciò nuovamente. Una giornata radiosa, la natura festante. Nessun più gajo risveglio della città, nessun più ridente mattino! L’allegro brulichìo della vita rinascente: le carrozzelle riprendevano le loro rapide corse allo schioccare delle fruste de’ cocchieri, i carrozzoni del tram si succedevano al suono rauco delle cornette de’ conduttori, ed un affluire di gente affrettata verso la stazione, dalla quale uscivano stridenti i barriti delle locomotive, tutt’intorno un affaccendarsi allegro degli insetti umani, sorvegliati gravemente dal maestoso pizzardone... A frotte i bambini condotti dalle loro governanti s’avviavano al giardino pubblico, spingendo innanzi i cerchî, o carichi di quinterni e di libri movevano un po’ a ritroso alle scuole gesuitiche del palazzo Massimo.
La giornata si annunziava calda, e quiriti e buzzurri eran quindi solleciti a godere la frescura del mattino.
Nella serenità del cielo, nei palpiti giulivi della terra, l’allegrezza umana!...
Dello spettacolo lieto nulla vedeva Giuliano, quasi sonnambulo, appoggiato al davanzale collo sguardo fisso alla stazione.
— Lastri ha detto che Ettore sarebbe di ritorno stamani... Il diretto deve arrivare a momenti!
Ed egli era là intento, come il naufrago dallo scoglio, frugando l’orizzonte, nell’attesa ansiosa della vela salvatrice.
Dalla stazione un via vai di vetture, ma nessuna si arrestava all’abitazione di Giuliano, e nella strada i venditori di giornali ad urlare l’interpellanza contro le ladrerie dell’Istituto Romano.
Rientrò... la luce gli offendeva la vista; chiuse le imposte, e affranto si gettò su d’un divano cadendo in sopore febbrile...
Le fiamme rossiccie delle candele ardevano rischiarando appena il disordine di quella camera; la si sarebbe creduta il teatro di un delitto. Giuliano, bocconi sul divano, col capo nascosto fra i cuscini, la vittima.