— Lei è un cuor d’oro... Fortunati coloro che l’hanno amico... Io posso esserle padre, mi permetta quindi un consiglio... La cinquantina l’ha toccata anche lei. Non sarebbe bene rinunziare a certe fisime, a certe velleità che non sono più de’ suoi anni?
— Che dice? chiese Ettore meravigliato ed impallidendo.
— Noi notaî siamo come i preti... Il nostro studio è un confessionale; molte confidenze, molti segreti, molti dolori vi fanno capo, chiusi gelosamente nel nostro petto, come i danari e i titoli in quello scrigno di ferro... Non le posso dire di più... In Transilvania una provvida legge vieta il matrimonio fra due persone la cui differenza d’età raggiunga i trent’anni... Noi non l’abbiamo, quella legge, ma dovrebbe essere legge morale, rispettata da tutti.
— Signor Pietro, io non la comprendo... balbettò Ettore, che aveva troppo compreso...
— Via, Ettore... pensaci e mi comprenderai! soggiunse paternamente il notajo, ritornando al tu antico, col quale aveva trattato Ruggeri quand’era fanciullo.
Ettore non insistè e salutando affrettato col pretesto dell’ora, andò alla ferrovia, senza neppur passare dalla contessa, senza chiedere notizie di Stella, che pur stavagli in cuore, assai più delle cambiali di Giuliano.... La rivedrò domani!
Ben triste domani!
Al ritorno da Milano, assestato ogni affare col notajo, Ettore si recò dalla contessa per narrarle lo scopo del viaggio suo e gli espedienti cui si era appigliato per salvare Giuliano.
— La contessa non c’è, gli fu risposto dal domestico... La madre della signorina Stella è aggravata, e da tre giorni la contessa non rientra che per vedere il bimbo e mutarsi d’abiti. Le notti le passa al capezzale della malata.
Ruggeri, fulminato da quella notizia, corse alla casa di Stella... la porta dell’appartamento era spalancata, nessun domestico nell’anticamera in disordine. Retrocedette fin sul limitare per suonare il campanello. Alla chiamata nessuno rispose. Si inoltrò ansioso verso le camere di servizio del noto appartamento; nella cucina trovò i due vecchi domestici in pianto.