— Lo dicono... Ma io la so lunga de’ fatti suoi... D’altronde è un affarista... Negozia di vini. E i vinaî non è per la delicatezza che brillano...
— È produttore; vorresti che se lo bevesse tutto lui?
Ed ogni gruppo aveva la vittima. Gli accusati erano quaranta, i sospettati duecento. Il nome dell’onorevole Sicuri era su tutte le labbra. Non valeva la loquela dell’onorevole Lastri a scolparlo...
— Dite un imbecille, sclamava Lastri, non un indelicato, come chiamò i corrotti l’inchiesta di Firenze per la Regìa... Un imbecille che s’è divorato e lasciato divorare in borsa un patrimonio, non un imbroglione. Un ingenuo caduto nelle panie di Ferretti...
— Ferretti, la gran canaglia, scattò a dire un deputato dell’Estrema Sinistra, è il Governo; Sicuri brogliava dunque col Governo o colla banca... Un’aggravante di più. D’altronde è stato candidato governativo, riuscito a forza di corruzioni. Finisce come ha cominciato...
Lastri non aveva che rispondere; pur troppo tutte le apparenze erano contro il suo protetto... In quel momento di eccitamenti e di passione, le difese eran fiato al vento.
Ad un tratto nel baraccone in ebullizione circolò una notizia che mise al colmo l’effervescenza della rappresentanza nazionale. L’arresto di Ferretti.
Da prima un senso di incredulità.
L’onnipotente giornalista, la ninfa egeria di tutti i ministri, l’amico intimo del presidente del Consiglio Bellitti, il sostenitore fervente del gabinetto, arrestato! Sembrava impossibile!... Per altro le conferme giungevano da ogni parte, coi più minuti particolari dell’arresto...
Testimonî oculari affermavano aver vista la carrozza scortata dai carabinieri dirigersi verso le carceri di Regina Cœli... Ferretti livido nel fondo del landeau con due delegati ed un capitano dei carabinieri.