La conferma, accolta con un grido universale di soddisfazione, con un «era tempo!» su cento bocche, aveva sparso il terrore fra i compromessi nei brogli bancarî.

Dunque non era vero che il Governo si sarebbe opposto all’inchiesta...

I deputati della maggioranza, ossequenti fino il giorno innanzi al potente giornalista, applaudivano il Governo a quel colpo d’energia...

— A tempo e in tempo! Non si dirà più che il Gabinetto parteggia per i compromessi.

La causa vera, il pretesto dell’arresto?

Chi diceva di un colossale ricatto tentato contro il governatore dell’Istituto Romano, chi di falsi in atti pubblici, altri assicurava si trattasse di una enorme frode a danno delle finanze pubbliche, perpetrata d’accordo con alcuni funzionarî... Ragioni di tutti i colori e per tutti i gusti, che tutte potevano aver ragione, stante la vastità delle operazioni dolose del direttore dell’Ordine...

— La ragione vera, la dirò io, sclamò il deputato d’Estrema:

Al brontolar della bufera

La ciurma è d’impaccio alla galera.

«Il Governo, impaurito della interpellanza che si svolgerà oggi dal nostro collega Collani, si affretta a liberarsi delle solidarietà compromettenti. Senza il terrore dal quale è invaso, non avrebbe mai osato. Troppe complicità lo legavano al Ferretti... Oggi la Camera, coll’abile colpo, è disarmata.