Le cento fotografie della marchesa Giulia in cento abbigliamenti diversi... I cuscinetti da spilli ricamati, la disposizione del sontuoso mobilio, i paralumi colorati, capilavori di modista, dai nastri sapientemente intrecciati dalla mano della marchesa, rappresentata stupendamente in costume di Mignon, nel solo quadro ad olio. Deliziosa Mignon, pittura del Verni, il celebre autore della Maddalena ribelle.

Tutto sentiva l’amore, l’amore trionfante, felice, in quella camera dall’acre sentore di sandalo, che si espandeva inebbriante dal soffice tappeto orientale.

Come un senso di invidia morse Ettore al cuore...

— Egli ama riamato e felice! Felice anche nel delitto, ch’è delitto l’abbandono della famiglia; felice nella vergogna per le sue colpe... Riamato e felice!... A me l’amore nella disperazione. A che giova la mia virtù?

«Ho anticipata la vecchiaja in un’esistenza da cenobita, casto contro natura, per serbare fede ad una fanciulla che non sarà mai mia e forse non mi ama e, nell’illusione di amarmi, sacrifica in sterile celibato la sua fiorente giovinezza, allucinata, la martire, dalle bugiarde visioni di una vita precedente, visioni ch’io le feci balenare ed essa credette realtà nei mistici entusiasmi giovanili...

«Forse non mi ama; si appassiona soltanto al mio romanzo, che ormai è il suo, eroina fantastica, risorta per riamarmi.

«Amore inverisimile, il quale spezza due esistenze, condanna per la vita due esseri al dolore.

«Che importa la virtù?

«Giuliano, venuto meno a tutti i doveri, appena salvato dal disonore, lo rivedo raggiante di gioja per una nuova prova d’amore che, accettata, sarebbe l’infamia... e nell’incredibile egoismo di amante non ha un pensiero per la povera abbandonata, che per lui si immiserisce col figlio.

«Tutto ciò è infame; ma egli non se ne avvede, non si ravvede, ed è felice.