Ettore promise... Giulia, riavvicinatasi al capezzale del caro malato, inchinatasi graziosamente, depose un lungo bacio sulla fronte infocata... Il malato si scosse, aperse gli occhî, fissò attonito Giulia, un sorriso gli sfiorò le labbra, e ricadde nel sopore.
— Mi ha riconosciuta, mormorò ad Ettore raggiante di speranza... Il medico si è ingannato... Si ricordi! Se non venisse, mi richiami... Il cuore mi dice che non verrà.
— Impossibile, replicò Ettore.
La marchesa uscì mandando ancora un saluto al suo povero Giuliano.
CAPITOLO XXI. Cospirazioni.
La marchesa si era apposta al vero; la contessa Adele non accorse alla chiamata di Ettore.
Le indiscrezioni dei giornali avevano prevenuto il di lui richiamo.
Che cosa non sanno i corrispondenti telegrafici di Roma ai giornali del mondo intiero?
Quando non sanno inducono, qualche volta inventano senza bisogno di induzioni, e spesso indovinano.
Non vi è polizia meglio fatta di quella dei reporters, che ne sanno sempre assai più e più sollecitamente delle questure internazionali... Quantunque concorrenti nella gara alla notizia, allo scandalo, all’incidente, sono fra essi legati da un certa solidarietà, mutuo soccorso nel comunicarsi reciprocamente le informazioni, subordinatamente all’ora dell’uscita dei rispettivi giornali.