Spedita la primizia al proprio foglio in tempo utile per l’edizione più prossima, la informazione, la notizia ed anche il canard inventato di pianta diventa di dominio pubblico nella sala della stampa, al palazzo di San Silvestro, grande cucina di manicaretti offerti alla pubblica curiosità affamata d’Italia e dell’orbe.
Appena divulgatasi la notizia del malessere sopraggiunto al deputato Sicuri, fu un via vai degli informatori giornalistici per attingere i particolari... L’usciere della tribuna della presidenza fu intervistato come un grande personaggio politico. Si sapeva che il deputato era stato condotto alla sua abitazione nella carrozza della marchesa. Il portiere di Giuliano fu assediato... Per quanto discreto, non potè negare che la marchesa Giulia fosso presso il malato; la carrozza rimasta alla porta quasi l’intiera giornata ne era la prova evidente, e sui fili telegrafici, con ogni sorta di esagerazioni, correva la notizia che l’onorevole Sicuri era amorosamente vegliato dalla bella marchesa. Seguivano le iniziali. A seconda, poi del carattere del corrispondente, dell’indole del giornale, commenti, indiscrezioni, più o meno vere, più o meno fantastiche.
Lo sdegno della contessa Adele mutò in ira feroce, in odio. Ed alla chiamata di Ruggeri rispondeva:
«Ben altri doveri mi trattengono a Miralto: il mio bimbo malato, la povera Stella, la mia orfana, inconsolabile per la grande sventura... A Roma turberei gli amori di un uomo indegno che non ha più famiglia avendola ripudiata.»
Ruggeri non riconosceva in quella lettera la mite, affettuosa contessa. La donna offesa nel suo amore, nella propria dignità, aveva trasformato la dolce sposa in nemesi...
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Mentre Giuliano andava migliorando, assistito ogni giorno da Giulia, ad onta delle proteste di Ettore, altro dramma politico svolgevasi, al quale la voce pubblica voleva ad ogni patto accomunare il nome di Giuliano.
Il deputato De Respi, il colpito dalla giustizia, era stato ferito a morte. Il mandato di comparizione del giudice aveva seguito immediatamente l’autorizzazione a procedere.
L’evidenza delle prove della di lui colpabilità non lo indussero a confessare... Ma rientrato, disfatto dalla lotta impegnata col giudice, si metteva a letto per non più rialzarsi.
Il pubblico che non crede alla logica di certi scioglimenti, lo proclamò suicida, e vi furono i pietosi che lo compiansero vittima.