— Come vorrete... Aspetterò, ma chiamatelo subito.
— Chi devo annunciare?
— Inutile il nome. Dite che una signora l’attende per cosa urgente.
Condotta alla sala di ricevimento, le forze, che nel parossismo l’avevano sostenuta, vennero meno... Cadde più che non si sedesse su d’un divano, in preda ai dubbî più atroci...
— Se Giuliano fosse sordo alle mie preghiere! Se resistesse? Se la decisione fosse irrevocabile... Oh misera me! Misera me! La vendetta? E come? Ucciderlo, suicidarmi poi...
Giuliano entrò, Giulia mandò un grido e si slanciò nelle sue braccia, rompendo in pianto.
Finalmente poteva piangere e l’angoscia che la soffocava si mutò in gioja suprema... Aveva il suo Giuliano fra le braccia, e nessuno, nessuno al mondo, ormai, avrebbe potuto rapirglielo.
Non una parola, singulti e scoppî di risa.
Giuliano, commosso, respirava a larghi polmoni ne’ capelli bruni di Giulia il profumo inebbriante; anch’egli era felice, anch’egli in quell’istante di delizia infinita era muto, e serrava forsennato alla vita l’elegante, flessuosa personcina dell’amante, come se avesse voluto spezzarla nell’abbraccio furente.
Una vecchia dama inglese, che inavvertita stava nella penombra, in fondo del salone, a quell’amplesso un po’ troppo espansivo e sconveniente in quel luogo, sorse scandalizzata... Pensando poi che in quella sala pubblica, dalle porte vetrate semiaperte tanta affettuosa espansione non poteva essere che legalizzata e santificata, sorrise compiacente a tanto affetto ed uscì tossendo per avvertire gli sposi, incontratisi certamente dopo lunga separazione, della sua presenza... Uscì senza pur mormorare il minimo shocking, pensando invece: