— Tu! tu, un mangiapreti, parli in tal modo?

— Mangiapreti, dal più al meno... lo sono pur sempre. Ma, a forza di mangiarne, ho finito con una indigestione

«La constatazione di un fatto, deplorevole se vuoi, è indipendente dalle mie convinzioni... Pure, le cose stanno come te le dico.

«Tutto il mondo civile sfila per Roma: chi s’accorge del Quirinale? Il grande zimbello è il cupolone di San Pietro, lo spegnitojo, e in fin d’anno il papa ha benedetto più visitatori, che non abbiano passato in rassegna soldati i monarchi della triplice alleanza. Togli il papa, e dopo tante liquidazioni possiamo chiudere la bottega d’antiquarî che c’è rimasta.

— Tu scherzi, Ruggeri...

— Non ischerzo... Roma sabauda è appena tollerata dal mondo cattolico. Le ambasciate estere accreditate presso il Quirinale, quasi vergognose, non espongono gli stemmi dei loro governi. Gli stemmi sono privilegio riservato alle ambasciate presso il papa.

— È possibile? sclamò Giuliano.

— Non so se sia possibile, ma è vero. A Roma nulla di più vero dell’impossibile. E sì, caro Giuliano, che dell’acqua n’è passata sotto i ponti del Tevere, dal 1870.

«I principi cattolici non osano venire in Roma a rendere la visita ai re d’Italia, e la stessa regina d’Inghilterra, eretica, si fa visitare a Firenze.

«Credilo a me: due sovrani in Roma sono come due galli in un pollajo. Uno, per lo meno, è di troppo. Come puoi credere durevole la biarchìa giapponese in Roma, se anche nel Giappone ha messo capo alla guerra civile ed alla rivoluzione?