«Con tutto ciò, se vi ha Stato servile alle pretese clericali, sempre più esigenti, è il nostro.
«Tale disagio, tali incompatibilità sono in gran parte origine dello sfacelo morale e materiale che dalle pubbliche amministrazioni della capitale si comunica, direi si irradia, se il verbo non fosse a sproposito, per tutta Italia.
«Malaria! soggiunse Ruggeri, dopo breve pausa... Malaria! ripetè con gesto teatralmente solenne, girando le braccia aperte, come per indicare ogni cosa, cielo, terra, il mare, sfolgorante da lungi ai raggi solari, come lamina di acciajo brunito.
«Malaria!
«Ed ora che, come era mio dovere, ti ho presentato alla vecchia nonna, della quale sei e sarai ospite nella qualità di legislatore, scendiamo per la via Trionfale e passiamo il Tevere. Più copioso d’acque del Rubicone; ma, d’acque torbide; torbide come le due politiche delle due Corti, nel torbido pescatori tutti, più o meno.
«Giuliano! Ancora una goccia del biondo Frascati, una sigaretta, e poi trionferemo. Il caffè lo berremo all’Aragno, l’anticamera di Montecitorio e di tutti i ministeri.
«Vi si fa della politica per dodici ore filate, dal tocco alla una dopo mezzanotte. È il caravanserraglio di Roma giornalistica, parlamentare e burocratica.
«Poi andremo a Montecitorio, ove ti sarò guida e donno meglio di Virgilio a Dante.
«E sì che le bolgie di Montecitorio sono ben più intricate di quelle dell’inferno dantesco.
Giuliano sorrise.