«Il giorno seguente, terminato il torneo eseguito a Villa Borghese... La vedi, là, dietro il Pincio... Segui la direzione di Porta del Popolo...
— Sì! sì! la distinguo.
— Nel fitto degli alberi vi ha un circo, chiamato Piazza di Siena. È là che si celebrò il torneo, esumazione della gloria di Casa Savoja; i conti Rossi e Verdi tornearono per due ore davanti l’ospito imperiale.
«A torneo finito, si organizzarono in corteo al seguito dell’imperatore, il quale dovette credere per un momento di essere ritornato ai tempi di Federigo Barbarossa... Ma, papa Alessandro era risorto nella persona di Leone, che nicchiava dai terrazzi del Vaticano. In quell’ora tutta la democrazia europea non era con i torneanti ed i trionfatori per il Corso... Un ritorno in ispirito alla lega lombarda.
— Quali esagerazioni!
— Esagerazioni, lo ammetto, perchè i tempi sono mutati. Ma, se la prima parte della profezia di Heine si è realizzata colle vittorie germaniche e la ricostituzione dell’impero, la realizzazione della seconda parte, il suo sfacelo, è in preparazione. Cieco chi non vede... Che dire poi della cecità dei sovrani, della insipienza dei loro consiglieri, i quali, nella città de’ Camilli, de’ Marcelli, de’ Fabî, de’ Scipioni, de’ Pompei, de’ Cesari, ti esumano le gesta dei conti di Moriana, per far comprendere agli alleati che Italia è un Piemonte ingrandito, e Roma un feudo come il marchesato del Monferrato?
«L’apoteosi del Conte Rosso in Roma! Per lo meno umoristica!
***
I due commensali scesi per le scale e scalette serpeggianti nelle viscere del ristorante Belvedere, saliti in botte, si avviarono, per la via Trionfale, verso Roma.
Il cocchiere, messo di buon umore dalle abbondanti libazioni, le sfogava frustando e costringendo il povero bucefalo ad una corsa sfrenata.