«L’aggettivo di onorevole a Roma ha tutt’altro valore che in provincia. È moneta erosa e non fu senza sorpresa che vidi deputati e perfino ministri messi dal pubblico a livello della folla.

«Democrazia ammirabile, se la disinvoltura colla quale viene accolta la nostra presentazione fosse inspirata ad un sentimento di eguaglianza e non al discredito della carica che copriamo.

«Congratulazioni al nuovo giovane eletto a migliaja; pare, da ciò che scrivono i giornali, ch’io sia il più giovane deputato della Camera; congratulazioni al vincitore delle urne contro un radicale sbracato, non al deputato.

«I cavalieri, i commendatori pullulano a migliaja in Roma, considerati quanto e più di noi. L’importante è di avere un qualificativo da far precedere al proprio nome e quello di onorevole non è il più onorato dal pubblico.

«Ruggeri ad una mia osservazione in proposito rispose: I funzionarî titolati vengono nominati a vita; i deputati invece sono fenomeni elettorali momentanei. La condizione di deputato è transitoria e fuori della Camera non ha valore che per gli elettori postulanti ai ministeri, ove poi, per compensazione, i commendatori burocratici sono potenze che trattano da pari a pari coi legislatori.

«La spiegazione di Ruggeri non mi ha appagato, e non ti nego che il mio amor proprio di neo eletto fu ben poco soddisfatto, accorgendomi che il mio titolo di conte è assai più apprezzato di quello di deputato.

«Nemo propheta in Roma! soggiunse Ruggeri, sorridendo allo sfogo della mia onorevolezza delusa.

«Bisogna convenire, per altro, che in gran parte i deputati poco fanno per rialzare la dignità della loro carica colle forme esteriori.

«Se ne togli un centinajo, più o meno accurati nel vestire, i rimanenti rappresentano troppo fedelmente negli abiti e nei modi gli elettori dell’articolo 100. E in Italia, dice quel matto di Ettore, paese artistico per eccellenza, è l’abito soltanto che fa il monaco. I deputati hanno per sola indennità la libera percorrenza ferroviaria; ve ne sono di poveri, poverissimi, costretti, se onesti, all’esistenza degli infimi travetti. Come vuoi, soggiunge Ruggeri, che la dignità di legislatore sia rispettata nelle taverne romanesche, fra il puzzo dell’aglio e delle fritture coll’olio rancido, dai clienti cenciosi, dalle etere dei trivî?

«Si indicano i martiri della miseria legislativa, nobili vittime del loro disinteresse.