«Deputati viaggianti ogni notte nei treni diretti per mancanza d’una soffitta ove dormire, onorevoli periodicamente naviganti sui piroscafi postali per potersi tratto tratto sfamare alla lauta mensa della Società di navigazione, che era concessa gratuita agli onorevoli, ora non più.
«Ruggeri cita un collega che racimolava i resti di candele alla Camera, per non coricarsi all’oscuro.
«La è storia antica, perchè, ormai, i deputati veramente poveri sono eccezioni rarissime; eccezioni ancor più rare, quelli disposti al martirio.
«Le condizioni nuove delle lotte elettorali tengono a distanza dalle urne i poveri. Per quei pochi, a ciò che dice Ruggeri, i mezzi di corruzione sono infiniti e difficilmente ponno sottrarvisi; gli adescati finiscono per soccombere le maggioranze si fanno sempre più imponenti.
«Vedi, mia dolce Adele, che ti dico tutto. Ma noi, fortunati, non avremo nulla da chiedere, e, passata la crisi della elezione contestata, potrò riprendere intiera la indipendenza, la libertà d’azione.
«Ora sono costretto a certi riguardi, non solo per l’avvenire, anche per il passato. Parrebbe ingratitudine nera verso il Governo lo schierarmi oppositore, dopo l’appoggio avuto nella lotta elettorale.
«Ho già veduto parecchî ministri, quello dei lavori pubblici; il Grande Elettore, come lo chiamano i giornali avversarî, fu veramente cortese. Per la recente, strepitosa vittoria elettorale, a lui attribuita in gran parte, è onnipotente nel gabinetto.
«Mi parlò con interesse del nostro sottoprefetto e convenne che un funzionario sì devoto ed intelligente, atto a rendere tanti servigî, non deve rimanere più a lungo nella oscura situazione nella quale è lasciato da troppi anni. Mi promise di parlarne al presidente del consiglio, ministro dell’interno, al quale sarò presentato oggi da un celebre giornalista, più influente, dicono, degli stessi ministri, presso il quale mi giovò assai la raccomandazione del sottoprefetto.
«A proposito, le di lui lettere di presentazione non le recapitai ancor tutte. Il tempo manca, le giornate dovrebbero essere di quarantotto ore; domani mi recherò certamente da monsignor Arrighi e dalla contessa Morin.
«Fra tre giorni la grande solennità: l’inaugurazione della legislatura, colle due Camere riunite nell’aula di Montecitorio e tutti i poteri dello Stato.