— È un furfante; ma un furfante simpatico. In parte ha ragione. Le colpe sue sono colpe del sistema. E quel disgraziato di Giuliano, pagava di tasca sua i libelli che gli scrivevano contro. Un colmo!

CAPITOLO X. Eros.

Ettore, appena congedato il sottoprefetto, salì frettoloso alla sua camera.

Ormai era deciso. Partire senza rivedere Stella, impossibile. Rivederla, parlarle, stringerle ancora una volta la mano; nel linguaggio muto dello sguardo, ripeterle tutta l’odissea de’ suoi dolori, durante le eterne separazioni, le sue lotte, le speranze rinascenti dopo gli sconforti inenarrabili, dirle l’immenso amore, avesse anche dovuto affrontare le accoglienze gelide della madre di lei, recandosi a farle una visita ufficiale, che pure avrebbe voluto evitare.

Conoscendo l’intimità della giovinetta colla moglie di Giuliano, sperava incontrarla dalla contessa.

La madre di Stella non avrebbe avuto ragione di allarmarsi di quell’incontro casuale e la contessa l’avrebbe trovato naturalissimo.

La gentile Adele, anche dopo il matrimonio, era rimasta la migliore amica di Stella; ma da molto tempo non ne era più la confidente. Il segreto del suo amore, Stella, custodiva gelosamente in cuore, pentita delle prime espansioni di bimba, sulla simpatia inspiratale da Ettore, fin dalla sera del loro primo incontro.

Erano confidenze lontane, e la contessa Adele, nella innocente ingenuità, si era convinta che il capriccetto da fanciulla era sfumato come tante altre ubbie infantili. Stella, la gaja giovinetta, era divenuta seria, s’era fatta triste, malinconica, taciturna, mentre la salute deperiva. Fenomeni isterici, dicevano i medici, ed alla madre, all’amica Adele, consigliavano di darle marito.

Ciò che la contessa Sicuri non aveva indovinato, nè tampoco sospettato, non era un mistero per la madre, al cui occhio sagace, al cui affetto infinito non era sfuggita la causa della mestizia, dei turbamenti, del malessere fisico di Stella.

Non un fatto, non una prova materiale avvalorava la sua certezza; ma mille indizî, che alla seconda vista dell’affetto materno avevano il valore di prove irrefragabili.