— Mio Angelo. E lì un abbraccio piuttosto prolungato, poi la contessa, accennando al giovane di star zitto, andò in giro per la sala, e ne chiuse tutte le entrate.
Ti confesso che io rimasi colpito dell’arditezza di quel giovane; capisco che si possa scalare una finestra di notte, ma violare un domicilio conjugale in pieno giorno, l’era un bell’azzardarsi. Dopo queste brevi riflessioni mi posi in ascolto, ed eccoti quello che udii:
— Luigia mi ami tu sempre?
— E me lo chiedi?... Vieni, siediti qui.
— Come stai?
— Io benissimo, e tu?
— Molto male, mia bella; lontano da te non posso vivere.
— Sei un egoista. — Da due mesi appena sono maritata, ed in questo frattempo è la quarta volta che mi vedi...
— Io vorrei vederti tutti i giorni, tutte le ore.
— Tu dici bene, ragazzo mio... se fossi tua moglie.