— Sì, anzi per castigo eccoti un bacio...
Vi fu un momento di tregua, indi la conversazione fu ripigliata sommessamente, e durò più d’un’ora. Quel babbuino di conte aveva il sonno ben duro!
Io me ne stava osservando con qualche compiacenza quella giovine coppia, e pensava fra me che una buona crepata di quel nobile vegliardo avrebbe fatto la felicità di due colombe.
È inutile dirlo; l’amante della contessina era lo stesso che aveva quand’era fanciulla L’adesione di lui era stata una condizione sine qua non pel matrimonio.
Ben fatto perdìo, e vorrei che tutti fossero qui ad ascoltare la mia storia per trarne ammaestramento. —
Gli amanti, come dissi, passarono una buon’ora in quell’affettuoso colloquio, indi la contessa per la prima osservò che già troppo tempo era trascorso, e dopo i soliti salutamenti si separarono.
Era tempo! Un momento dopo, appunto mentre ella dischiudeva le porte, entrò il conte che camminava fregandosi gli occhi.
— Buon giorno, gioia mia.
— Addio, conte.
— Come stai?