— Un po’ meglio! Ho preso un calmante.
— L’assafetida forse?
— No, un po’ d’acqua di Melissa...
Se io sapessi disegnarti quel ceffo di conte non potresti trattenere uno sfogo d’ilarità; un vecchio rimbambito e ridicolo che per nascondere le magagne degli anni si tingeva i baffi in color d’albicocca, e portava parrucca profumata con lunghi ricci che gli cadevano sul bavero. Bisognerebbe piangere per compassione nel vedere quella nobile età che è la vecchiaia prostituita e messa in derisione da taluni inverecondi scimuniti che si affannano in mille guise per togliere qualche anno all’apparenza. — Ganimedi che puzzano di tabacco, galli spennacchiati, lions sdentati, giovinotti quasi secolari, che fanno poderosi sforzi per correggere la curva della loro schiena irrigidita. — Ah son pur belli codesti musei azzimati alla moda che danzano la ridda sull’orlo della fossa, finchè cadono spossati nella bara!
A questo punto sentii che il tavolino fremevami sotto le dita, e da ciò potei comprendere quanta stizza animasse lo spirito del mio soldo. — Vi fu un momento di silenzio, indi la voce misteriosa riprese con più calma.
Per troncare ti dirò quello che seppi di poi per un caso. Non era ancor caduto l’anno di matrimonio, quando la contessina partorì un figlio maschio. — Vedi che la nobiltà non è sempre nel sangue.
Stetti per un lungo mese in quel cesto da lavoro fra i gomitoli di seta; cominciava ad annoiarmi tanto più che aveva sempre dinanzi quello stolido vecchio — Un giorno finalmente la contessina mi regalò alla bimba di una sua amica moglie di un colonnello in ritiro.
Cambiai domicilio, e fui portato in un altro appartamento discretamente arredato; ma a dirti il vero, il mio soggiorno colà mi fu largo di noie.
Il colonnello brontolava da mane a sera, e madama stava tutto il giorno in cucina. Era costei una virtuosa signora a quel che mi parve, e non ti stupirai se ti dico che era bruttissima.
Già cominciavo a rimpiangere la contessina, ma un giorno fui veduto da un servo che destramente mi colse, e passai nella sua saccoccia.