«Trova un sol, mia bella Clori,
«Che ti veda e non sospiri.»
Di cotali citrulli ne vidi molti nelle mie peregrinazioni, e ti assicuro che ce ne sono assai più che non credi; nè ciò sta male, giacchè in grazia ad essi si passano allegre serate divertendosi alle loro spalle.
Poverini cercano di accasarsi, e vogliono una sposa amabile e giovine per sfogare i loro ardori asinini. Vero è che bene spesso i loro denti malfermi fanno cattiva prova sull’agnella, ma c’è sempre in questi casi un lupetto di riserva.
Già ti sarai accorto che io ho gran simpatia per le donne, e ciò perchè le vedo generalmente vittime immolate all’egoismo degli uomini, i quali in massima sono tutti birboni.
Non ti stupirai dunque se ogni qualvolta assistetti al desolante spettacolo di povere vittime vendute sul mercato delle convenienze alla libidine di un vecchio sozzo, mi venne sempre spontaneo un sospiro di compianto. — Per fortuna c’è rimedio in tutto, e se ancor rammenti la storia della contessina sarai del mio parere.
Io me ne stava da quindici giorni in quella deliziosa villeggiatura passando sovente da una mano all’altra senza mai abbandonar la casa. — Eravi fra gli altri tanti un giovinotto di bell’aspetto, abbenchè alquanto malinconico, il quale, a quel che mi parve, era il corrisposto amatore della nipotina. Un giorno caddi in sua mano, e ne fui lietissimo perchè quel giovane mi era veramente simpatico. Venni deposto nel taschino del gilet, e stando là dovetti accorgermi quanto grande fosse l’amore di quel meschino.
Per solito la pulsazione del suo cuore era tranquilla, ma ogni volta che incontrava Lisa (tale era il nome della nipote), il battito diveniva sì violento che mi faceva tutto traballare — più tardi ebbi a constatare che anche la giovinetta soffriva dello stesso male, anzi ti dirò in che modo bizzarro passai da lui a lei con mia grandissima soddisfazione.
Amore che, come sai,
«. . . . . . . . appena nato