Sbarcai col mio padrone a Valparaiso, e quando mi vidi a terra, ne fui lietissimo.

In mare, temeva sempre di andar sommerso e troncare così il filo de’ miei errori. — La fortuna mi sorrise, e non ebbi a soffrire alcuna avaria.

Il mio padrone era sempre malinconico, sospirava molto, e mangiava poco. Io sperava che un giorno o l’altro egli mi mettesse in circolazione; ma m’ingannai di grosso.

Mi tenne sempre seco come una reliquia, un ricordo del suo paese.

Passai qualche anno in America, senza che assistessi alla benchè minima avventura.

Il mio padrone divenne malato di nostalgia, e puoi figurarti quanto mi divertissi.

Durante il mio soggiorno nel nuovo mondo, fui portato in giro per varie città.

A Montevideo mi ebbi una gradevole sorpresa.

Il mio padrone passeggiava mesto come al solito fumando la sua grossa pipa; un signore ci passa appresso, e si ferma domandando del fuoco per accendere il suo sigaro.

Parlava lo spagnuolo, ma al suono di quella voce, fui scosso vivamente.