Colui ringrazia, ed il mio padrone risponde in italiano: niente.

Di botto l’altro s’arrestò sclamando:

— Voi siete Italiano.

— Sì, signore — Ed anche voi?

— Ma sì — Qua patriota, una buona stretta di mano.

— Di tutto cuore!

La mia confusione cresceva sempre più, quel signore non mi era nuovo; eppure non ricordava dove l’avessi veduto.

Certo la memoria non mi tradiva; quella voce, quell’accento, mi richiamavano il tuono d’uno che era stato mio padrone.

Mentre pendeva indeciso, i due continuavano allegramente a discorrere, ed era una festa il sentirli.

— Di che paese siete?