— Ma viene la sua per tutti.
— Paride, come dilettante del genere femminino avendo raccolto le sparse voci sulla fama di Fanny, volle vederla, e la trovò ancor tanto bella da poter tentare l’ultimo capitolo d’un romanzo.
— Fanny aveva guardato Paride, e questi dal canto suo rispose con uno sguardo molto espressivo.
— Non c’era male per un primo incontro. Un giorno che pioveva a dirotto, Paride s’imbattè nella sua bella colta alla sprovvista dall’acquazzone.
— Paride le offrì l’ombrello, poi il cuore. — Ella accettò tutto.
— Finalmente si erano compresi! che serve andar per le lunghe? in pochi giorni quelle due creature si amarono colla forza di un cannone Krupp. — Fanny, trascurata da qualche anno, sentiva il bisogno di amare qualcuno; questo qualcuno non poteva essere il marito. È naturale. Nessuno voleva comprenderla, e fu per lei somma ventura l’aver trovato l’anima sorella.
Paride, se non per altro, doveva amare Fanny per riconoscenza, essendo quella la prima volta che se la cavava senza spendere.
— Il matrimonio inspira l’abnegazione ed il disinteresse nella donna.
Fanny aveva trent’anni, e si sa che le donne giunte a questo periodo fanno uno sfoggio di sensibilità massima. — A trent’anni la donna è come il frutto nella sua completa maturazione; coglierlo prima sa di agro, dopo riesce amaro. È Balzac che lo dice, e basta.
L’uomo è insaziabile nei suoi desiderii. Fatto appena un passo, vuol farne un altro più lungo.