— La gioventù si abbiglia poco; è questa una riserva istintiva che si dilegua man mano che s’invecchia.
Ci limitiamo puramente a constatare che giammai Fanny fu tanto sublime nell’arte di acconciarsi. L’amore l’aveva inspirata, ed ella riuscì con maravigliosa abilità a rubare qualche anno all’apparenza.
— Un bel fuoco rallegrante, crepitava nel caminetto della camera nuziale, ed a quel benefico calore Paride rinfrancò le membra assiderate dal freddo.
— Davvero che non sappiamo dove cominciare per descrivere l’amorosa scena. Le carezze di due colombe non danno che una pallida immagine del poetico abbandono che invadeva quelle due anime innamorate. Si guardavano con occhio smorto, si stringevano le mani, sospiravano come soffioni.
— La conversazione era poco animata.
Paride sapeva più tacere che parlare, e ad ogni aprir di labbro l’era un torrente di sciocchezze.
— Fanny, che non mancava d’un certo spirito naturale, si accorse subito della scarsa loquacità dell’amante, ma ne diede causa all’emozione ed al fuoco del suo sguardo che ella compiacevasi di roteare voluttuosamente.
— Com’è naturale, dopo tanti arzigogoli e circonlocuzioni, si venne al grande argomento del loro amore; il soggetto era eccitante, e gli effetti non tardarono a manifestarsi su Paride che in un lampo d’esaltazione giunse al punto di dire com’ei non vivesse d’altro che di sospiri e d’angoscie.
— Al primo bacio di Fanny, offerse le sue ricchezze, al secondo la vita, al terzo l’anima addirittura, e chissà cosa avrebbe offerto, se una forte scampanellata non fosse venuta a frenarlo nei suoi trasporti.