— Salvatemi l’onore!..., ribattè fieramente Fanny.
— Ma l’onore non era gran stimolo per Paride, che in quel frangente avrebbe dato tutto l’onore del mondo per una scala. Ei sapeva troppo bene che la vita vale più assai di certe inezie, ed infatti si appigliò al consiglio di evitare il pericolo anche a costo di perdere l’amore e la stima dell’amante.
— Gregorio dalla porta urlava come un energumeno, e Paride, non vedendo altro scampo, si ficcò sotto il letto.
— Finalmente il povero marito potè entrare, ma era tanta la sua stizza che non s’accorse del turbamento della moglie.
— Ci voleva tanto ad aprire?
— Scusami, Gregorio... mi era addormentata accanto al fuoco...
— Menzogna... come va che siete vestita a festa?... si direbbe che aspettate qualcuno.
— Ma che dici, ti pare?
— Vivaddio, se fosse vero ciò che mi si disse, vi giuro che strozzerei prima voi, poi lui. Tenetelo a memoria.
— Paride all’udire cotali discorsi non si sentiva per nulla tranquillo, era tutto in convulsione, e tremolava come se si trovasse sotto una pressione elettrica. Egli non aveva mai pensato che il signor Gregorio fosse quel feroce che appariva, e pentivasi amaramente di non essere saltato dalla finestra; ma era tardi, e già parevagli di sentirsi stringere per la gola da quel rabbioso speziale.