— Ah! che ridicolo!
— Che impostore. Figurati che colui fa una corte spietata alla vedova; è l’ombra del suo corpo, e giurerei che presto farà le veci del defunto.
È una birbonata, non è vero? — eppure se io non fossi più che ottimista, ora, dopo passato qualche tempo, sarei tentato di credere che quel briccone avesse ragione.
La signora Allegra, dunque versò le sue lagrime d’obbligo sulla memoria del marito, gli pose in Camposanto una lapide col solito epitaffio: la vedova inconsolabile e desolata vivrà nel lutto eterno... con quel che segue, eppoi fece come fanno tutte le altre.
Cercò di distrarsi, e ridiventò civetta, voglio dire una dama del bel mondo.
Tutto passa quaggiù, tutto finisce in questo basso mondo, e la vedovella riprese ben tosto le sue abitudini, anzi ne contrasse delle altre, frutto del suo stato libero.
Non ci mancava la réclame sulla sua disponibilità; la signora Allegra andava sempre vestita a lutto, ma la gente che mormora trovava in quelle gramaglie più un richiamo che non l’espressione di un dolore. Fin qui io sto col mondo, giacchè il lutto delle signore mi fa sempre l’effetto della quarta pagina d’un giornale.
È facile immaginare che Pomponio fissò la sua dimora in casa dello zio. L’amore aveva operato un vero prodigio, e dopo pochi giorni l’ipocondriaco giovinotto non era più riconoscibile.
— Passava tutta la giornata alla finestra per spiare le mosse della vedova, e quando lo zio gli disse che l’avrebbe presentato a quella signora non seppe trattenersi di dare un calcio alla cagnolina per sfogare la gran gioia. A quella vista lo zio si persuase che la cosa era urgente, e temendo che quegli slanci di allegrezza degenerassero in manìa, lo prese per il braccio, e trascinollo subito in casa della signora.
Il primo colloquio, e le relative cerimonie di presentazione sono sempre cose noiose, e non vale la pena di descriverle. Per altra parte poi nulla vi avvenne d’importante, se si eccettua un po’ di batticuore di Pomponio, e qualche grulleria scivolatagli dal labbro. Passo sulla seconda visita, sulla terza, e su varie altre, e salto addirittura a quindici giorni dopo l’arrivo di Pomponio a Firenze, vale a dire alla quattordicesima visita che egli fece alla vedova.