È provato che Dio stesso non può essere onnipotente perchè non saprebbe fare un circolo quadrato, dunque restiamo d’accordo che le tendenze insite nell’uomo sono immutabili. Anche la luna di miele subisce come tutte le altre le sue fasi di decrescenza, colla sola diversità che quando è tramontata non ritorna più mai sull’orizzonte. Luna fatale!

Il suo splendore durò poco per Pomponio, che dopo qualche mese cominciò ad abituarsi alla felicità, e poscia se l’ebbe di peso.

La vedovella avea dei piccoli grilli, le piaceva d’esser corteggiata, voleva feste, teatri, balli e con che cuore poteva Pomponio presentarsi in pubblico, senza essere nemmeno cavaliere! Ecco il tarlo che rose le sue gioie coniugali.

L’amore aveva assopito solo per poco lo stimolo dell’ambizione, ma passato il fuoco dell’entusiasmo per la moglie, Pomponio ricadde nella sua cupa malinconia.

Con grandissimo rammarico leggeva giornalmente quel foglio malvaceo che è la Gazzetta Ufficiale, e ad ogni nuovo cavaliere annunziato il poverino si sentiva come stretto al cuore.

Oh la croce, egli la voleva, la sognava, e frattanto la sua dolce metà gli ne faceva portare una e ben grossa.

Debbo dirlo perchè si disse, ma io dichiaro come al solito che non credo alle ciarle del mondo. La vedovella convinta d’aver sposato un baggèo, pensò tosto a darsi buon tempo. I sogni ambiziosi del marito le davano agio a fare ciò che le piaceva, e siccome le piaceva un ufficiale di cavalleria, si lasciò spesso accompagnare da costui al teatro, al caffè, e si disse perfino d’averli veduti in una strada di campagna....

Siamo d’accordo che cotesta è un’altra infamia del mondo che vitupera l’innocenza, ma prima di condannare addirittura il mondo, è bene riflettere come talvolta egli non abbia tutta la colpa de’ suoi errori.

La mia nonna, buon’anima, mi diceva:

— Figlio mio, la maldicenza è come un lago, se tu vedi il tranquillo specchio che si turba, è segno che vi è caduto dentro il sassolino. Al fondo di tutte le dicerie, c’è sempre un po’ di vero.»