— La signora aggrottò le ciglia, guardò il marito con un’aria di superiorità quasi sprezzante, e rispose seccamente con una sola parola che poteva essere una rivelazione.
— Vedremo! — Io spero che non ti dirà di no... ti vuol tanto bene.
— Se dipenderà solamente da lui.
— Basta che ei lo voglia, è un affar fatto. La danno a tanti la croce e si può ben compiacere un cugino. È da qualche tempo che ho quest’idea, ma tu mia cara mi tieni in gran soggezione. Infine se sono ambiziosetto è per te sola, capisci che se io sarò cavaliere tu diventi donna...
— D’altri, mormorò Allegra fra i denti voltando le spalle al marito che poco dopo si addormentò sognando la realtà delle sue speranze.
Dopo tanto, sfido io il lettore se avrà cuore ancora di scagliar la pietra su quella povera donna. È vano sofisticare sui doveri del matrimonio quando trattasi d’avere alla cintola un marito di quella fatta. Io sono sincero, e dico francamente che in simili casi come in tanti altri metto le infedeltà coniugali nella schiera dei più sacrosanti doveri.
Ognuno ha quello che si merita, ci vuole una testa apposta perchè vi possano germinar le corna; e qui mi arresto con un’altra osservazione. Le corna non mi sembrano troppo a proposito per raffigurare la posizione sociale di certi mariti.
Oh perchè non mettervi invece delle corna le orecchie? Starebbero assai più acconcie. Narra la favola che Atteone per aver veduto Diana al bagno fu dannato a portar sulle cervice il blasone dei cervi... sin qui sta bene, ma qui non ci trovo relazione col becco dei mariti. Atteone s’ebbe le corna in pena d’aver visto, mentre i mariti le hanno appunto perchè non ci vedono niente. Cito il fatto puro e semplice, ma per conto mio me ne lavo le mani, e poichè ci vogliono le corna, prendo il mondo co’ suoi usi, e tiro dritto.
— Mi preme unicamente di stabilire che madonna Allegra era quasi in diritto, per non dire in dovere, di seminare sul capo del marito quei nobili fregi. Veniamo al punto, cioè al giorno in cui doveva arrivare il cugino. La fu una vera baraonda in casa di Pomponio, si trattava di assegnare una camera degna dell’ospite, ed infine dopo discussi cento progetti, Pomponio aderì a quello della moglie che volle il cugino in una camera prossima alla sua.