Il cugino fu d’una esattezza diplomatica, ed arrivò proprio col convoglio fissato.
Pomponio e la moglie erano ad aspettarlo, nè qui è caso di rimestare tutte le galanterie del ricevimento.
Due righe per il ritratto del nuovo personaggio.
Era oltre la quarantina, ma pareva assai più giovane. Portamento franco e spigliato proprio delle persone avvezze al vivere del gran mondo. Una figura discreta, occhio penetrante; era insomma un bel uomo degno al tutto di far capo ad una legazione.
Pomponio lo pressava lo stringeva fra mille gentilezze, e quando seppe che il cugino si fermava qualche giorno in casa sua, non ebbe più limite alla gioia.
Dopo cena il cugino si dichiarò stanco, e chiese di ritirarsi; Pomponio lo accompagnò nella sua camera, e ritornando poscia alla moglie le rinnovò la solita raccomandazione.
All’indomani il cugino non aveva ancora aperto gli occhi che si vide parato innanzi Pomponio inchinevole e sorridente; a pranzo poi il nostro diplomatico doveva schermirsi in mille modi per non fare delle indigestioni. Era insomma una specie di tirannia esercitata a furia di gentilezze, ma il cugino ne aveva a macca delle cortesie del marito, tanto più che costui lo perseguitava siffattamente che non ci era mezzo di abboccarsi da solo colla cugina. Si sa, i parenti hanno sempre alcuna cosa a dirsi.
Allegra, vedendo che un tale stato di cose non poteva più oltre durare, e pressata sempre dal marito per l’affare della croce, gli rispose un giorno:
— Capirai, caro mio, che fino a quando tu starai ai fianchi del cugino, non potrò mai aprir bocca. Non sono queste cose che si possano dire su due piedi; lasciaci in libertà per qualche ora, e parlerò per te.
Pomponio non domandava di meglio, ed una sera, manifestando desiderio d’andare al teatro, lasciò la felicenotte alla moglie ed al cugino e se n’andò....