— Ho questa fortuna.
— Bene, siamo tanto amici.
— Me lo ripete sempre
— Compermesso, leggo.
Non voglio tener sulle spine il lettore e trascrivo la lettera tal quale.
«Carissimo amico,
«Tu mi dicesti tante volte che anelavi ad una buona occasione per ricambiarmi di quel poco che io feci per te. Si presenta ora il caso di giovarmi, ma se ricorro a te non è, credilo, a titolo di quella riconoscenza che per un eccesso di bontà tu vuoi serbarmi, ma sibbene in nome di quell’amicizia che ci lega da tanti anni.
«Latore della presente è il sig. Pomponio, marito di mia cugina Allegra, che tu conosci, epperciò mio parente.
«È un uomo eccellente, una vera perla. Prima di partire per la mia missione al Belgio, sono qui venuto per salutare Allegra, ed ho ricevuto tante gentilezze, che per sdebitarmi, pensai di farne cavaliere il marito.
«Il poverino non ha che questo desiderio, e mi raccomando a te mio buon amico per questa bisogna, tu solo sei in grado di compiacermi, e non dubito che ti porrai tosto in impegno.