— Oh! qual onore, sclamò Pomponio.
— Dunque, buon viaggio, signore.
Pomponio intascò la preziosa lettera, fece una gran cappellata al segretario, ed all’indomani col primo treno si mise in marcia per casa.
Arrivò felicemente, e dopo sfogati i saluti colla moglie, consegnò con molta gravità la lettera al cugino.
Era un procaccino ammodo!
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E qui tiro le fila del racconto, perchè ormai la stella di Pomponio volge al suo massimo splendore.
Dalla lettera del segretario che qui trascrivo, ognuno può farsi un’idea del resto.
«Caro Felice,
«È venuto da me il tuo Pomponio, ed ho fatto quanto di meglio per compiacerti.