«Spero che sarai soddisfatto di me, e ciò mi valga la tua riconoscenza; avrei potuto prolungare le tue ore d’ozio, ma mi trattenne il pensiero che tu hai una grave missione da compiere.

«Tuo cugino è proprio un buon uomo; circa al farlo cavaliere, mi adoprerò per quanto posso, prima di tutto per farti piacere, poi perchè un uomo di quello stampo si merita proprio una distinzione.

«Tanti saluti per me alla tua cara cugina, che ha ben meritato dalla patria, e lascia che nello stringerti la mano, e nel complimentarti per la tua ventura, mi auguri di trovare io pure un Pomponio che sia Pomponio come il tuo amabile cugino.»

Il cugino partì pel suo destino, e qualche mese dopo Pomponio fu per decreto insignito dell’Ordine Equestre; siccome le fortune, come le disgrazie, non vanno mai sole, così un bel giorno Allegra regalò un bel maschiotto al marito.

Vi furono dei maligni che credettero di trovare nel neonato qualche rassomiglianza col cugino Felice, tanto più che c’erano delle date che combinavano stranamente.

Perfido mondo!

Dopo tutto, Pomponio era al colmo della felicità, e portava l’insegne all’occhiello. Negatemi ora la forza dell’istinto, e dite se quella non fu UNA CROCE MERITATA!

FINE DELLA CROCE MERITATA.

LEI, VOI E TU

Elegante camera da letto con alcova, a sinistra caminetto con fuoco acceso. Una poltrona. A destra, porta che comunica cogli appartamenti. Più in là una finestra. Una porta di mezzo con vetriata che mette sul balcone. Tavolino da notte presso l’alcova, con sopra un libriccino legato. Sedie, ecc.