Luigi. Insomma, signora marchesa, se tanti mesi d’un’amicizia disinteressata, se una devozione rispettosa si meritano qualche distinzione, lasciate che io deponga un bacio sulla vostra bella fronte... eppoi discendo di botto dalla finestra, anche colla certezza che ho d’ammazzarmi.
March. Io non mi altero punto, nè mi offendo; so che la indiscrezione degli uomini tocca il sublime, ma vi giuro che se anche foste lì per morire di questa voglia, mi rifiuterei ugualmente (sempre con fare di motteggio).
Luigi. Infine, marchesa mia, per voi non la è la gran cosa! vi lasciate baciar la mano da chi lo desidera.
March. Ma nella mano ho le unghie, e graffio.
Luigi. E non avete lì due occhi che straziano assai più.
March. Ah! poverino, fate sforzi da Ercole per trovare una goccia di spirito, ma in questo momento non siete in voi...
Luigi. È verissimo, sono in voi.
March. Ci manca il mio permesso.
Luigi. Non ne abbisogno, io sono nel mio diritto. La chiesa dice: Non desiderare la donna d’altri, ma voi siete di nessuno. Siete vedova, che è quanto dire in disponibilità.... dunque posso arrischiarmi.
March. Bevete del papavero e sognerete ancora.